Un invito a liberarti dal confronto e a ritrovare il ritmo autentico della tua vita
“Nella teoria della relatività non esiste un unico tempo assoluto, ma ogni singolo individuo ha una propria personale misura del tempo, che dipende da dove si trova e da come si sta muovendo.”
Stephen Hawking
Quello di sentirsi in “ritardo” con le tappe fondamentali della vita è un tema che mi trovo ad affrontare spesso nei colloqui di counseling.
Non di rado, la richiesta di aiuto, si muove proprio da questo sentirsi indietro rispetto agli altri. O alle aspettative che ci siamo fatte nel dover raggiungere determinati obiettivi entro un tempo definito, da altri…
Indietro nel percorso di studi, nella realizzazione professionale o nel costruire una relazione stabile con il partner.
“Tutti sanno cosa fare e quale strada seguire, ma io mi sento invece molto confusa! Ancora non so cosa voglio fare da grande!”
Questa è una frase che accompagna il sentire di molte delle donne che decidono di intraprendere un percorso di Counseling.
Non è facile scoprire la propria vocazione, costruire e realizzare un obiettivo professionale e relazionale.
I tempi sono complessi e non tutte abbiamo chiaro a 15 anni cosa vogliamo fare, non tutte troviamo l’amore della nostra vita al liceo così, come non tutte troviamo, con facilità, il supporto emotivo ed economico per realizzare ciò che desideriamo.
Inoltre è difficile scoprire cosa vogliamo veramente fare perché abbiamo bisogno di filtrare il nostro vero sentire, il nostro vero desiderare e la nostra unicità da tutte quelle sovrastrutture mentali che la famiglia, la società, la cultura in cui viviamo hanno costruito per noi. Ma anche dal nostro sé idealizzato e perfetto.
Perciò non scoraggiarti o buttarti giù… ti invito piuttosto a riflettere su questi 5 punti:
1. Ognuno ha il suo tempo
Spesso guardiamo le vite degli altri come se fossero un film già “confezionato”, dove vediamo solo i momenti salienti, i successi, le conquiste. Ma non vediamo le pause, i momenti di incertezza, le battute d’arresto che anche loro hanno vissuto.
Ogni storia ha i suoi tempi di preparazione, di maturazione, di fioritura.
La tua amica che sembra aver trovato la sua strada professionale a 25 anni forse ha attraversato anni di dubbi che tu non conosci. La collega che appare sicura nel suo matrimonio potrebbe aver vissuto relazioni complicate prima di trovare stabilità.
Il tempo di ognuna è unico e prezioso, fatto di momenti visibili e invisibili, di progressi e di soste necessarie.
Quando ti senti in ritardo, ricordati che stai confrontando la tua vita dall’interno – con tutte le sue complessità, paure e incertezze – con quella degli altri vista dall’esterno. È un confronto che non può essere equo e che ti fa perdere di vista la bellezza e il valore del tuo percorso unico.
2. Sbagliando strada... trovi quella giusta per te
Hai iniziato un percorso di studi e poi scopri che non ti risuona… oppure hai iniziato un’attività professionale, ma non ti fa sentire allineata o non ti dà la sicurezza economica che speravi.
Invece di buttarti giù per aver fatto una scelta che si è rivelata sbagliata, considera l’errore come occasione per capire cosa NON vuoi fare.
Le strade sbagliate ci aiutano a capire dove vogliamo veramente andare. Ci aiutano ad affinare l’intuito, cosicché possiamo imparare a scegliere la strada giusta per noi.
Ogni “strada sbagliata” in realtà è un pezzo del puzzle della tua vita che si sta componendo. È attraverso l’esperienza diretta che affiniamo il nostro sentire, che impariamo a riconoscere cosa ci fa stare bene e cosa invece ci prosciuga l’energia. Non è un fallimento, è ricerca attiva della tua autenticità.
Penso a quante donne ho incontrato che si sono sentite “sbagliate” per aver cambiato università, per aver lasciato un lavoro sicuro, per aver chiuso una relazione che sembrava perfetta sulla carta. In realtà, stavano ascoltando una voce profonda che le stava guidando verso ciò che era veramente giusto per loro.
Il coraggio di ammettere che una strada non è la nostra è già un grande passo verso la scoperta di chi siamo veramente. È un atto di onestà verso noi stesse che merita rispetto, non giudizio.
3. Non è tempo perso... tutto torna utile
Tutto quello che fai, nella vita, prima di comprendere cosa vorrai realizzare veramente, non andrà perduto. Tutto quello che fai, le esperienze che vivi, le cose che impari, rimangono a te. Sono competenze e abilità che vanno a costruire chi sei. Il tuo sapere, saper essere e saper fare. Vanno ad arricchire il tuo bagaglio di risorse personali.
Quella laurea che “non usi”? Ti ha insegnato un metodo di studio, la capacità di organizzarti, di portare a termine progetti complessi. Quel lavoro che hai lasciato? Ti ha fatto capire come funziona il mondo del lavoro, ti ha fatto incontrare persone, ti ha insegnato a gestire lo stress e le relazioni professionali.
Anche le esperienze più difficili, quelle che vorresti cancellare, hanno contribuito a formarti. Ti hanno resa più forte, più empatica, più capace di riconoscere situazioni simili in futuro. Hanno affinato la tua capacità di scelta e ti hanno insegnato a prenderti cura di te stessa.
Nel curriculum della vita, tutte le esperienze contano. Tutto contribuisce alla persona meravigliosa e unica che sei oggi. Le tue esperienze, anche quelle che consideri sbagliate e inutili rappresentano i colori della tua personale tavolozza che userai per dipingere la tua realtà.
4. Non ho l'età?
“Sono troppo vecchia per iniziare a studiare…”
“Ormai è tardi per me per creare il lavoro che desidero!”
Puoi ricominciare tutte le volte che vuoi e a qualunque età.
La vita non è una corsa con un traguardo fisso dove chi arriva dopo è perdente. È un viaggio dove ogni momento può essere un nuovo inizio. A 30, 40, 50 anni hai una ricchezza di esperienza, una conoscenza di te stessa, una chiarezza sui tuoi valori che a 20 anni non avevi.
Conosco donne che hanno iniziato l’università a 45 anni e l’hanno vissuta con una consapevolezza e una passione che non avrebbero avuto a 18. Donne che hanno cambiato completamente carriera a 50 anni e hanno trovato finalmente la loro realizzazione professionale. Donne che hanno iniziato nuove relazioni dopo i 40 e hanno scoperto un amore più maturo e autentico.
Io stessa sono diventata counselor a 40 anni, cambiando radicalmente la mia vita.
L’età non è un limite, è una risorsa. Porta con sé saggezza, esperienza, la capacità di fare scelte più consapevoli. Quando decidi di intraprendere un nuovo percorso a 40 anni, lo fai con una motivazione e una determinazione che derivano dalla consapevolezza di chi sei e di cosa vuoi veramente.
Non lasciare che il numero sulla carta d’identità ti blocchi. La vita è lunga e piena di possibilità di reinventarsi, di scoprire nuove passioni, di esplorare parti di te che non conoscevi.
5. A piccoli passi... sto imparando, ogni passo ha valore
Il percorso verso la realizzazione dei nostri sogni non deve essere una corsa frenetica, ma può essere un cammino fatto di piccoli passi consapevoli. Ogni passo, anche il più piccolo, ha un valore immenso perché ti porta più vicina a chi vuoi diventare.
Stai imparando una nuova lingua? Ogni parola che impari è un piccolo mattoncino. Stai esplorando un nuovo campo professionale? Ogni corso che segui, ogni persona che incontri, ogni piccola esperienza che fai è un tassello che si aggiunge al mosaico della tua crescita.
Non sottovalutare il potere dei piccoli passi. Spesso pensiamo che per cambiare vita dobbiamo fare grandi rivoluzioni, ma la verità è che i cambiamenti più duraturi nascono da piccole azioni quotidiane, costanti, che piano piano ci portano dove vogliamo andare.
Celebra ogni piccolo progresso. Riconosci ogni sforzo che fai per te stessa. Anche solo il fatto di aver deciso di metterti in gioco, di aver iniziato a esplorare, di aver avuto il coraggio di ammettere che vuoi qualcosa di diverso, è già un passo importante.
Il viaggio è prezioso quanto la destinazione. Ogni passo che fai nel tuo percorso di crescita e scoperta è un atto di amore verso te stessa e verso la vita che vuoi costruire.
Stare autenticamente nel tuo tempo
Né in ritardo, né in anticipo… sei nel tuo tempo! Il tuo tempo è quello giusto per te, fatto di tutti i momenti che hai vissuto, di tutte le esperienze che ti hanno portata a essere la persona che sei oggi. Non è un tempo sbagliato, non è un tempo perduto. È il tuo tempo, unico e prezioso.
Quando impari a stare nel tuo tempo, smetti di correre dietro alle aspettative degli altri e cominci a costruire la vita che veramente desideri. Smetti di sentirti in colpa per non essere dove “dovresti” essere e cominci a apprezzare dove sei, riconoscendo tutto il percorso che hai fatto per arrivarci.
Il tuo tempo ha un ritmo diverso da quello degli altri, ha delle pause che sono necessarie, ha delle accelerazioni che sono tue. Rispettalo, onoralo, abitalo pienamente. È l’unico tempo che hai, ed è perfetto così com’è.
Tre domande da Counselor per te
Per concludere, ti lascio con tre domande che possono aiutarti a riflettere sul tuo rapporto con il tempo e con i tuoi obiettivi:
1. Se dovessi scrivere una lettera alla te stessa di 10 anni fa, cosa le diresti riguardo al percorso che hai fatto fino ad oggi? Spesso, guardando indietro, riusciamo a vedere come ogni esperienza, anche quella che ci sembrava sbagliata, abbia contribuito alla nostra crescita. Questa riflessione può aiutarti a fidarti di più del tuo percorso presente.
2. Se non esistesse il giudizio degli altri e non ci fossero aspettative sociali, cosa sceglieresti di fare della tua vita? Questa domanda ti aiuta a entrare in contatto con i tuoi desideri più autentici, quelli che vengono dal cuore e non dai condizionamenti esterni. Ascolta la prima risposta che emerge, senza censurarla.
3. Infine… passa all’azione! Qual è una piccola azione che puoi fare oggi, proprio oggi, per avvicinarti a ciò che desideri veramente? Non deve essere qualcosa di grande o rivoluzionario. Può essere una telefonata, una ricerca online, l’iscrizione a un corso, la lettura di un libro. L’importante è che sia un passo, il tuo primo passo.
Se senti il desiderio di condividere le tue risposte, puoi scrivermi in privato. Le leggerò con cura.
Foto di Giusi Andolina Counselor


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